
(Domenica 4 Luglio 2010)
Rivive la magia delle Orme
| MUSICA: È uscito "Apres midi" il nuovo disco di Tony Pagliuca |
MESTRE - È sicuramente un Cd prezioso, raffinato e un po' magico, quello realizzato da Tony Pagliuca, storico tastierista del gruppo veneziano Le Orme, delle quali ha fatto parte dagli Anni '60 alla fine degli Anni '80, per dedicarsi poi a quello che, musicalmente parlando, è stato il suo primo amore, il pianoforte. "Fin da bambino ho apprezzato questo strumento - afferma Pagliuca - Per il mio sessantesimo compleanno decisi di fare il concerto di ringraziamento eseguendo al piano i miei migliori pezzi inediti. Il concerto fu per tutti una sorpresa, e lo fu anche per la casa discografica Universal Music Italia che mi consigliò di fare un disco ancora più appetibile eseguendo al pianoforte alcuni pezzi delle Orme. Questa proposta all’inizio non mi garbò per la sua difficoltà: si trattava di ridurre al pianoforte un intero universo sonoro creato in studio e miscelato a volte anche in 32 piste, cercando di non far rimpiangere in qualche modo la mancanza di voce, chitarra, basso, batteria e altre decine di sopraincisioni. Era una impresa quasi impossibile e destinata al fallimento e per di più avrei dovuto rinunciare ancora una volta a far conoscere le mie musiche originali. Ma davanti a quell'unica proposta non ci pensai più di pochi secondi e accettai di buon grado l’ennesima sfida". E il risultato è davvero eccellente. Pagliuca, attraverso questo unico strumento riesce magicamente a far rivivere le superbe atmosfere di alcuni dei maggiori successi del gruppo. Basta ascoltare le prime note dell'incantevole "Gioco di bimba" o della mitica "Collage" per capirlo. Ma sono tutte canzoni di grande fascino, che in questa inedita versione, seppure possa apparire strano, risultano addirittura arricchite. Il Cd è frutto di anni di lavoro e con la supervisione del maestro Gianpiero Reverberi. "Apres Midi - come spiega Pagliuca - è stato registrato in modo sperimentale sfruttando il meglio della tecnologia nei luoghi e ambienti diversi. Aliante è ripresa dal concerto in sala Vanni di Firenze, Immagini registrata in Studio a Nogaredo (Trento), altre registrate in casa, due canzoni sono state reincarnate ad Aune vicino Pedavena, in una casa isolata nel bosco piena di spiritelli molto dispettosi ma per fortuna tanto, ma tanto amanti della musica".
Pierluigi Rizziato
|
Recensione di APRES MIDI (ormeggiando) di Tullio Visoli
Caro Toni,
ho ascoltato e riascoltato con gioia e piacere Après Midi. Vengono rapide alla mente quattro parole: poesia, espressione, spessore, significato.
La musica è pura e profonda e lascia trasparire un processo d’elaborazione che parte sicuramente dal “di dentro”. Anche il pianismo è sorprendente e lo dimostra con la tavolozza di colori, timbri e chiaroscuri che si snoda attraverso il percorso d’ascolto: tutto suona e ‘risuona’ appropriato, meditato, mai assolutamente forzato. Un pianismo dal tocco così intensamente raffinato da evocare (pizzicando direttamente le corde) il clavicembalo in Era inverno, le sonorità ‘stoppate’ tipiche del clavinet in Se io lavoro, le trasparenze armoniche e neo-modali delle grandi scuole del ‘900 in Aliante, Aspettando l’alba e Immagini. E la cantabilità… il vero vertice del virtuosismo espressivo al pianoforte: non c’è una melodia che non sia curata e dove non si possa immaginarne la parola sottostante, l’andamento prosodico e il significato del testo e (per chi lo conosce) il gesto vocale di Aldo Tagliapietra. È quanto avviene, ad esempio, nell’ispirata versione di Immagini. Per la forma e il trattamento generale dei brani varrebbe l’antico detto «Nulla di troppo», eppure, in questo che si direbbe un ‘impossibile’ lavoro di sintesi, non si sente mai la mancanza di supporti ritmici, armonici, contrappuntistici o timbrici. Nell’elaborazione formale, tutto avviene nell’aura di un’intenzione rapsodica (nel solco della tradizione del Listz della maturità) che lascia affiorare le architetture del corale (Collage, Cemento armato), la fluidità del tema con variazioni (Gioco di bimba) e riafferma, nelle tessiture degli accompagnamenti, l’ascendente liederistico della forma canzone (Verità nascoste, La fabbricante d’angeli) e il linguaggio parodistico del neoclassicismo nel rinnovato e felicissimo intermezzo di Collage. Non mancano neppure venature blues, attraverso brevi o fulminee citazioni (Venerdì, Aliante) o nel carattere apertamente incline al blues urbano di Cemento Armato. Anche le scelte armoniche e le riarmonizzazioni, non sono mai né eccessive, né ridondanti e sembrano scaturire da un processo di fioritura e dilatazione naturali, frutto di un originale approccio alla tastiera, di una ricerca improvvisativa che sa ascoltare l’intelligenza delle dita e le intenzioni affettive più sincere. Densità-rarefazione, consonanza-dissonanza, equilibrio tra variazione e ripetizione: i luoghi espressivi del ‘900 pianistico e contemporaneo sono tutti rispettati e qua e là trascesi, in maniera affatto personale. Anziché chiedersi se Toni Pagliuca abbia ascoltato i più celebrati contemporanei italiani (Einaudi, Allevi…), verrebbe da chiedersi quanto questi contemporanei abbiano ascoltato e appreso dalle Orme e quanto avrebbero ancora da apprendere dall’energia, dall’entusiasmo e dall’amore incondizionato per il suono e la musica del nostro Toni. Un cd prezioso che meriterebbe di reincarnarsi, anche a causa del pregio della registrazione, in un’esoterica tiratura in vinile.
Tullio Visioli (http://www.tulliovisioli.it/)

da MUSIC REPORTERS by ROCKOL (http://musicreporters.rockol.it/)
Chissà come si muove un recensore di “mestiere” ?! Esisteranno sicuramente delle linee guida da cui scostarsi, poco o tanto, a seconda della voglia di lasciarsi andare?! L’ascolto di un lavoro musicale equivale per me a un viaggio con la mente, con spazi temporali enormi che si dilatano e si rimpiccioliscono in un secondo. Riaffiorano mille ricordi, immagini e aneddoti, e spesso i suoni diventano un veicolo per superare ogni tipo di confine. Non posso non parlare di “Apres Midi – Ormeggiando” di Tony Pagliuca, senza spendere qualche parola su ciò che hanno rappresentato per me le ORME, a inizio anni settanta. Ricordo perfettamente il momento in cui entrai in contatto con “Collage”, con la sua particolare copertina, e con quella musica così differente da quella delle “vecchie ORME”. Non voglio fare graduatorie di merito, peraltro opinabili, tra i gruppi dell’epoca, ma da sempre considero “Collage” il primo atto del prog italiano. Non è cosa da poco… è storia musicale, la nostra storia musicale! Pochi giorni fa ho letto su “contrAPPUNTI”, il trimestrale del CSPI, un’intervista in cui Aldo Tagliapietra affermava che la vera anima prog del gruppo era quella di Pagliuca, ovvero di quel tastierista, veneto d’adozione, che nel 1979, con “Florian”, provocò il cambio di rotta, verso strutture classiche e acustiche inusuali, per il gruppo e per il suo seguito. Ma la vita ci cambia in ogni rappresentazione del quotidiano, così come cambia il contesto, e ci ritroviamo costantemente tesi verso nuovi progetti. Sarà brutto quel momento ( e prima poi arriva, inesorabile) in cui verrà a mancare la voglia di progettare! Mi ritrovo ora in mano questo “Apres-Midi….” dopo svariati ascolti, il primo dei quali in estremo relax, completamente isolato, col le cuffiette, davanti alle onde del mare. La sensazione è quella di un ritorno alle radici, all’essenza, al punto di partenza, e forse ancora oltre. Un album (bello chiamarlo così!) con un unico protagonista, il pianoforte di Tony Pagliuca. Ma i tasti non si muovono da soli e il pianoforte non ha idee, ma va “alimentato”. Ho provato a immaginare lo sforzo enorme che portò, molti lustri fa, all’elaborazione di “Collage”, rendendolo un prodotto progressivo, pieno di innovazioni, di mix tra classico e rock, di assimilazione di messaggi d’oltremanica… avanguardia pura. Ora, parte di quei brani (un terzo dell’album) sono riproposti nella veste più essenziale, in una composizione musicale complessa, che richiede una buona dose di attenzione d’ascolto. Sono dodici i brani, tutti realizzati in studio, con l’eccezione di “Aliante”, derivante da una fortunata performance dal vivo. Lavoro enorme, durato tre anni, con la supervisione di Giampiero Reverberi. Spesso chiedo ai musicisti che incontro, quale sia l’importanza dei testi in ciò che realizzano, e ricevo sempre versioni contrastanti. Quasi tutti i brani di “Apres Midi…” erano in origine provvisti di liriche e ora hanno subito una sorta di trasformazione, che però non le rende copie, ma piccoli gioielli originali che brillano di luce propria, e le immagini che ne derivano lasciano senza respiro, forse non tutti, ma di sicuro chi possiede sensibilità e virtuosismo d’animo. Non mi è chiaro se esista un filo conduttore esplicito (ovviamente esiste per l’autore che possiede il link tra tutti i brani) ma mi piace soffermarmi sul titolo e immaginarne un possibile significato. “Apres Midi” è un termine francese che indica il pomeriggio … la seconda parte attiva della giornata. Forse la proposta di Pagliuca, frutto di grandi sacrifici, è la sua seconda “faccia” artistica, quella che gli si addice in questa parte di vita, e che proseguirà, magari in attesa di una terza fase che potrebbe essere “la nuit”, ancora tutta da scoprire. E “ormeggiando”, riflettendo, aspettando i frutti del presente, si può pensare al futuro, a quel progettare a cui accennavo prima. Bellissima la copertina( Canzoniere notturno) del compianto Walter Mac Mazzieri, colui che mise la firma su “Uomo di Pezza”: lacrime sulla maschera di luna, umana, oscura, che naviga romanticamente in gondola, osservata nel suo incedere dalla forza della natura che imbriglia la luna stessa … quella vera. Anche io sono rimasto “imbrigliato “ nell’ascolto dei brani. In alcuni momenti l’emozione è risultata talmente forte da commuovermi, essendo io incline a lasciarmi guidare dai miei sentimenti più forti, o deboli, a seconda dei punti di vista. Forse tutto ciò condiziona il mio giudizio, perché, anche questa volta, non sono stato capace di far prevalere gli elementi oggettivi, dal momento che Tony Pagliuca mi ha “tirato fuori” parte della mia vita. Non credo possa essere considerato un disco per tutti, perché è un CD su cui non si arriva per caso, ma lo si deve ricercare e volere con forza, e non tutti sono disposti a soffrire, gioire, riflettere e ricordare, ascoltando immagini in musica. Mi piace sottolineare il titolo dell’ultimo brano, “Collage”, cioè quello con cui , per me, tutto iniziò e che ora ha il compito di cesellare questo sogno musicale. Promuoverò in tutti i modi possibili, questo incredibile “Apre Midi- Ormeggiando”, e ringrazio a nome di tutti gli amanti della buona musica Tony Pagliuca, per il regalo inaspettato. Athos Enrile
da Il Resto del Carlino (18/08/2010)

da GUIDE.superEva.it
TONY PAGLIUCA
APRES MIDI Ormeggiando
(FamilyArti 2010)
La recensione
Non era facile la trasposizione in chiave di piano solo, di alcuni dei più grandi successi de Le Orme. Tony Pagliuca, tastierista storico del gruppo ed autore delle musiche, ci ha lavorato per tre anni con la supervisione di Giampiero Reverberi (personaggio fondamentale nella storia de Le Orme), realizzando il suo nuovo album solista “Apres Midi - Ormeggiando” (distribuzione Audioglobe).
In copertina, ancora una volta un quadro (”Canzoniere notturno” del 1992), di Walter Mac Mazzieri, il compianto pittore di Pavullo che ha firmato forse la copertina più bella dei dischi de Le Orme, “Uomo di pezza”.
Anche questo quadro è di grande suggestione, con la luna dal volto umano condotta in gondola e poco lontano il campanile che si trasforma in una figura anch’essa umana. Un’opera che esprime liricità e romanticismo, e si rivela un omaggio toccante alla città lagunare; sembra fatta apposta per questo disco, che è volutamente “ormeggiato” ad una stagione, ad un suono e ad un luogo (Venezia) ma reinterpretandoli, dandogli nuovi significati.
Il pianista realizza un disco di “musica evocativa”, di “suono narrante”. Il suo miglior disco della carriera solista.
Si ascolti ad esempio “Aliante” che è l’unico brano non registrato in studio ma dal vivo (alla rassegna fiorentina “The piano hour series”) in un concerto in cui l’artista era particolarmente ispirato. L’esecuzione si avvia in modo “roboante”, con suoni che sanno di tempesta, che minacciano il volo dell’aliante che, prima timidamente e poi con maggior sicurezza, si libra, per poi volteggiare libero. La fragilità dell’aliante e le avversità… una metafora della vita raccontata con l’intensità multicolore del piano che accompagna il “volo”.
Altro esempio di suono narrante è “Cemento armato“, canzone “ecologica” della prima ora. La riproposizione al piano rende forte il messaggio contro la cementificazione. Il pianista cerca suoni gravi, che ammoniscono e denunciano.
Ad aprire il compact è “Gioco di bimba“, una canzone cult sulla cui trasposizione al pianoforte l’artista ha continuato a lavorare, facendola diventare davvero un piccolo gioiello.
Potremmo qualificare “Apres midi” un disco di musica classica e rock ma allo stesso tempo anche di “jazz” se per jazz si intende improvvisazione, libera espressività, cambiamento.
Pagliuca non imbriglia il pianoforte ma lo fa cavalcare liberamente sulle onde delle sensazioni. E ascoltandolo si coglie appieno il collegamento con le emozioni, con le pulsioni che nascono dal cuore, dall’ambiente, dalla platea. Per questo il brano più bello è proprio quello live.
“Apres midi”, in francese significa dopopranzo, pomeridiano. A segnalare evidentemente la rilettura dopo il pasto, dopo il successo. “Satolli della musica ormiana, reinventiamola”, sembra dire Tony Pagliuca ai suoi fans.
Gaetano Menna